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Mulino di Roncaciso

Via Mulino di Roncaciso, 2
Toano (RE)


mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XVIII

contesto naturale: collina

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico
Il mulino, oggi dismesso, si trova all'interno di un edificio costruito interamente in pietra locale che si sviluppa su una pianta ad L ed è stato realizzato in parte controterra, così da poter edificare la grande botte che si trova addossata a esso.
È stato oggetto di un recente intervento di restauro conservativo che ha mantenuto i caratteri originari della struttura anche se alcuni spazi, come ad esempio la parte superiore un tempo adibita a fienile, è stata modificata con la chiusura delle aperture che garantivano l'areazione dei prodotti cerealicoli qui immagazzinati.
Allo stesso modo, il portico a due fornici che era presente sul lato opposto è stato chiuso da vetrate e trasformato in un vano abitativo.
Nel complesso, l'edificio risulta di robuste proporzioni e presenta un'ordinata disposizione delle luci, meno numerose sul lato rivolto verso la grande botte. Al lato opposto, un accesso di servizio, protetto da una griglia metallica, consente l'accesso al vano di ritrecine dove sono ancora conservati gli impianti idraulici.

Evidenze rimaste

Dell'impianto idraulico è ancora possibile seguire, per un lungo tratto, il canale di carico che alimentava la grande botte. Di questa, restano gli spessi muri perimetrali realizzati in parte in appoggio al mulino. Il riempimento della botte con terra di riporto non consente di osservare i fori strombati che conducevano l'acqua alle docce poste a servizio della sala di ritrecine.
La possibilità di accedere alla sala di ritrecine ha consentito di verificare la presenza di tre ritrecine ancora in buono stato di conservazione: tutte possiedono l'albero e quasi tutti i catini che ne consentivano la rotazione. Sempre in buono stato di conservazione sono anche i meccanismi che consentivano sia l'apertura delle docce, sia la movimentazione della banchina utile a regolare il grado di macinazione.
Un canale centrale permetteva il deflusso dell'acqua utilizzata e la sua conduzione verso il canale di scarico che riportava le acque prelevate al torrente Secchiello.

Non è stato possibile accedere all'interno della struttura al fine di verificare la presenza o meno degli impianti molitori o di resti di essi. Dal vano ritrecine è stato tuttavia possibile osservare l'aggancio degli alberi alle soprastanti macine. È quindi certa la persistenza degli impianti molitori o di loro parti. Tali elementi venivano segnalati già durante il censimento risalente agli anni Ottanta del Novecento. Tra questi vi erano "tre coppie di macine con teaio ligneo sagomato, azionate da ruote di trasmissione orizzontali a mescolo alloggiate in vano sotterraneo con volta in pietra".

Fonte: IBC - Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 316.

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