Cimitero di Cesena
Cesena (FC)
Inizialmente il nuovo sito fu oggetto di forti critiche a causa della sua distanza dal centro abitato, della natura malsana e acquitrinosa del terreno e delle modalità di sepoltura, che non tenevano conto della distinzione tra uomini e donne, né delle differenze sociali; il passare del tempo fece tuttavia apprezzare la sua composizione architettonica. Il progetto, caratterizzato da una pianta quadrilatera in elegante stile neoclassico, comprende una chiesa, porticati e cappelle gentilizie, frutto della collaborazione di alcuni dei maggiori architetti cesenati dell’epoca. Tra questi spiccano Giacomo Bertozzi, Carlo Brunelli e Benedetto Barbieri, di cui una targa, collocata alla congiunzione dei due porticati, ricorda ancora oggi il contributo. La chiesa, realizzata a partire dal 1815 e caratterizzata da una pianta centrale con pronao dorico sulla facciata, venne successivamente abbellita nella cupola dai dipinti murali dell’artista Leandro Marconi.
Tra il 1934 e il 1946 il cimitero si espanse ulteriormente con la costruzione della zona III, situata a est della cappella. Anche questa parte venne realizzata in stile neoclassico, pur includendo alcuni elementi moderni, come la monumentale scala marmorea che conduce alle gallerie sotterranee. Queste ospitano una cripta-ossario, luogo di memoria dedicato ai caduti in guerra, inaugurata il 2 novembre 1972.
Nel 1957 fu realizzata la nuova facciata su progetto degli architetti Saul Bravetti e Ilario Fioravanti. Quest’ultimo è anche l’autore dei due gruppi di statue ai lati dell’ingresso e di due dipinti all’interno della chiesa. Il grande cancello in ferro battuto a foglie di palma è opera di Mario Morigi, che realizzò anche le formelle sul muro esterno raffiguranti episodi del Vecchio e Nuovo Testamento.
Il cimitero vanta un gran numero di opere d’arte dei maestri cesenati, fra questi Mauro Benini, autore del monumento funebre in ricordo del conte Antonio Aldini, del “Genio del Dolore” nella tomba di Pietro Pasolini Zanelli e della statua che simboleggia l’“Agricoltura” nella tomba della famiglia Genocchi. Famiglia alla quale si legò anche l’artista cesenate Paolo Grilli, che realizzò il busto del cavalier Vincenzo Genocchi.
Tra le altre opere di rilievo artistico: quelle del fiorentino Cesare Zocchi, autore del “Genio della Pace” nella cappella Nori, e della statua di Maurizio Bufalini, una delle più importanti della città; il busto dell’ufficiale garibaldino Tommaso Risso, realizzato dallo scultore genovese Santo Saccomanno, e il rilievo della Tomba Vecchi che rappresenta “Gesù e il paralitico”, opera di Gaetano Lombardini.
Fra i luoghi di interesse che animano il cimitero si segnalano: la cappella di Renato Serra, dove lo scrittore riposa insieme ai suoi familiari, la tomba di Antonia Fabbri, fra le più antiche del camposanto, decorata da putti di epoca malatestiana, e la “Pietà”, complesso scultoreo realizzato da Ettore Lotti per la tomba Damerini. Monumenti commemorativi sono dedicati a personaggi illustri come il motociclista Enrico Lorenzetti, il tenente colonnello Neno Marioni, il medico Maurizio Bufalini, i marchesi Ghini e i conti Chiaramonti.