Cimitero di Guastalla
Guastalla (RE)
Essendo una delle poche strutture esterne alle mura, il convento, dopo la sua soppressione nel 1810, fu scelto come luogo ideale per la costruzione del cimitero, in ottemperanza alle nuove normative che ne imponevano la costruzione fuori dai centri abitati. L’adeguamento della struttura a sepolcreto fu vantaggioso anche dal punto di vista economico, sia per il risparmio sulla recinzione, sia per il basso costo dei terreni, acquistati prima da un cittadino di Reggiolo e poi dal podestà di Guastalla a nome del Comune.
Dopo i necessari lavori di adeguamento, il nuovo camposanto venne inaugurato il 28 marzo 1816, così da permettere alle prime sepolture di trovare spazio nel lato sinistro della chiesa, corrispondente al cosiddetto “orto piccolo” dei cappuccini. L’anno successivo il cimitero si estese al piazzale antistante, dove dal 1820 le lapidi coprono anche l’area chiamata “orto grande”.
Un importante ampliamento avvenne dopo il 1840, sotto la guida dell’architetto Pavarani, che progettò l’attuale porticato perimetrale ad ampie arcate. Il portico si dispone così sui lati nord, est e ovest, racchiudendo un ampio campo centrale dove è possibile trovare numerose sepolture. Gli archi perimetrali e i viali principali del cimitero furono destinati alle famiglie più facoltose, alle confraternite religiose e ai cittadini illustri: i loro monumenti funebri riflettono le qualità artistiche dell’epoca.
Passando fra i mausolei non sfuggono le iscrizioni in latino e greco, i bassorilievi e i ritratti che testimoniano l’importanza sociale e culturale dei defunti qui ricordati. Fra le opere di maggior pregio spicca il sarcofago in marmo bianco dei coniugi Paralupi, realizzato dai fratelli Alessandro e Silvio Monti: il complesso, incorniciato da elementi in stile neoclassico, si distingue per la fine descrizione fisionomica nei busti e per l’inserimento dei cherubini che donano alla composizione un’eco vagamente barocca.
Un’altra importante menzione è riservata ai monumenti funebri realizzati da Carlo Pisi, fra cui risalta quello dedicato al conte Cesare Casanova, sepolto dal 1922 nella cappella di famiglia. L’edicola si distingue per la sua forma absidata e per il catino, tappezzato da un mosaico dorato; al centro delle pareti un elegante altorilievo è fregiato da figure che evocano l’antica Grecia. Il cimitero ospita numerose opere di altri artisti, come Davide Venturi, Carlo e Antonio Spazzi, Alceo Dossena e Umberto Rossi, insieme ai luoghi di memoria riservati alla comunità ebraica di Guastalla e ai caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale.