
Faenza
Interessato fin dalla giovinezza all’astronomia e alla geofisica, ma privo di possibilità economiche, compiva la sua formazione da autodidatta. Dopo il terremoto di Messina del 1908, si appassionava allo studio di questo fenomeno sino a giungere ad elaborare una sua personale teoria, detta sismogenica, e a costruire sismografi per realizzare il sogno di prevedere il verificarsi di queste calamità naturali. Nel 1920 entra a far parte della Società Sismologica Italiana e nel 1924 Vittorio Emanuele III re d’Italia gli conferisce la nomina di Cavaliere. Nel 1931 Bendandi pubblica un primo libro intitolato Un principio fondamentale dell’Universo, in cui descrive le sue tesi: Bendandi basa il suo studio partendo dalle maree: se l’attrazione della luna riesce a sollevare l’immensità degli oceani, le forze gravitazionali di più astri, disposti in particolari condizioni lineari, possono agire sulla crosta terrestre, specialmente nei punti più deboli, provocando fratture e spostamenti di faglie che determinano i movimenti tellurici.
Si tratta dell’abitazione dove Raffaele Bendandi (1893-1979), sismologo e astronomo faentino, ha vissuto e allestito il laboratorio di ricerca teatro di scoperte in diversi settori scientifici, in particolare sui terremoti. Il percorso museale permette al visitatore di approfondire la vita e l'attività del ricercatore sia grazie a documenti, monografie, articoli, volumi, arredi, oggetti personali, fotografie, sia attraverso alcune strumentazioni. Fra gli elementi più interessanti vi sono alcuni esempi di sismografi artigianali, ancora oggi funzionanti, e il 'planetario fisso' dipinto sulla volta della cantina dal padre francescano Giovanni Lambertini.
Paesaggi culturali Paesaggi culturali: Oggi l'Istituzione Culturale “La Bendandiana”, nata nel 1983, ha come obiettivo di salvaguardare la memoria storica e il lavoro dello scienziato faentino Raffaele Bendandi, e promuovere nella città e con le scuole la cultura scientifica. Nel Complesso degli ex Salesiani di Faenza, luogo in cui Bendandi aveva trascorso la sua giovinezza, è stata collocata un’installazione dedicata al sismografo. Le sue spoglie riposano nel Cimitero monumentale di Faenza, sotto una lapide ceramica eseguita nel 1980 da Goffredo Gaeta e a cui ne è stata affiancata un’altra, quest’anno, realizzata con il suo ritratto dallo scultore Aldo Rontini.
Pubblicazioni e cataloghi Pescerelli Lagorio P., Casa Museo Raffaele Bendandi di Faenza, Ravenna, Sistema museale Provincia di Ravenna, 2014.
Pubblicazioni e cataloghi Casa Museo Raffaele Bendandi, in Zannier I. (a cura di), Viaggio nei musei della provincia di Ravenna, Ravenna, Longo, 1995, p. 154.
Pubblicazioni e cataloghi Pescerelli Lagorio P., Casa Museo Raffaele Bendandi di Faenza, Ravenna, Sistema museale Provincia di Ravenna, 2014.
Pubblicazioni e cataloghi Casa Museo Raffaele Bendandi, in Zannier I. (a cura di), Viaggio nei musei della provincia di Ravenna, Ravenna, Longo, 1995, p. 154.
Risorse esterne Archivio Raffaele Bendandi in Archivi ER
Risorse esterne Biblioteca Casa Bendandi in Scoprirete