
Argenta
Durante operazioni di sistemazione dei fossati eseguite nel 1962 a nord della località di Salto del Lupo, presso l’argine di Agosta, sono emersi resti attribuibili ad un insediamento di epoca romana. Al casuale affioramento di uno strato di frammenti di tegole ha fatto seguito l’apertura di due trincee di scavo che hanno evidenziato la presenza di alcune strutture attribuibili a due fasi distinte: un muretto di età alto-medievale e due grosse fondazioni, riferibili strutture romane già spogliate in antico, che sono state interpretate come l’estremità più settentrionale di un edificio di epoca romana, presumibilmente una villa, frequentata a partire dall'età augustea. Un'ulteriore evidenza archeologica – uno scarico di laterizi – emersa in seguito ad un saggio è stata posta in relazione con la fase di spoliazione delle strutture murarie.
Lo scavo ha restituito inoltre un “tesoretto” di monete in bronzo di uso quotidiano contenute in una cassetta metallica. Si tratta di emissioni comprese fra il 324 e il 393 d.C. Si ritiene che il gruzzolo sia legato alla presenza di truppe in questa zona nel corso del IV secolo.
I materiali restituiti (frr. di tegole con bollo dell'officina PANSIANA, terra sigillata di produzione italica e orientale, ceramica a rivestimento rosso, lucerne, vetri, frr. di mosaico a tessere bianche e nere, resti di intonaco) tendono a concentrarsi soprattutto intorno al IV-V sec. d.C., ma nel loro complesso consentono di collocare la frequentazione del sito fra l'età augustea e gli inizi del VII sec. d.C. e di registrarne l'inserimento nelle locali direttrici di traffico commerciale che avevano il loro naturale sbocco, ma anche il principale centro di rifornimento nella città di Ravenna con il relativo porto di Classe.
L'ultima fase di frequentazione del sito, fra tardo VI sec. e primo quarto del VII sec. d.C. si deve probabilmente alla riorganizzazione del territorio attuata sotto il dominio bizantino.
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