Artisti, artigiani, architetti, produttori
Latis Vito
architetto/ urbanista/ designer
Vito Latis è stato un architetto, urbanista e designer italiano.
Di origini modenesi, da piccolo si trasferisce con la famiglia a Milano città dove, assieme al fratello minore Gustavo, porta a termine il proprio percorso formativo che vede il conseguimento nel 1930 del diploma di maturità scientifica e nel 1935 della laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano.
Nel periodo universitario entra in contatto con Franco Longoni e Cesare Cattaneo; con quest’ultimo, ancora da studente, presenta un progetto alla mostra di architettura organizzata nel 1933 dalla Gioventù Universitaria Fascista (GUF) di Milano, che ottiene il primo premio. Già dall’anno seguente, inizia a scrivere sulle riviste “Casabella” e “Quadrante”.
Nel 1936 apre il suo primo studio professionale, progettando nello stesso anno Villa Pozzani a Bonassola (SP), interessante costruzione di impronta razionalista.
Nei primi anni di carriera, gli incarichi ricevuti sono pochi a causa dei divieti imposti ai cittadini italiani di origini ebraiche; è nel periodo della guerra che Latis inizia a farsi conoscere con la realizzazione di la villa Jucker a Milano (1938-40) e l’arredo dell’appartamento Di Nola, pubblicato anonimamente su “Domus” nel 1942.
Dal 1937 al 1952 è assistente di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano per la cattedra di Elementi di Disegno Architettonico tenuta da Umberto Sabbioni.
Trascorre un periodo obbligato in Svizzera, a causa delle vicende politiche nell'autunno del 1943, dove collabora con Bruno Tami e partecipa a Zurigo al Boureau Technique de la Reconstrution (Btr), diretto da Maurizio Mazzocchi e dedicato ai problemi della ricostruzione edilizia nei paesi danneggiati dal conflitto mondiale.
Nel 1945 rientra in Italia; firma diversi articoli, insieme al fratello Gustavo, pubblica il volume I libri nella casa e, parallelamente all’intensa attività legata alla ricostruzione, partecipa a eventi espositivi, associazioni professionali e movimenti culturali. Nel 1952 espone alla mostra collettiva “Italian Contemporary Architecture” al Royal Institute of British Architects (RIBA) a Londra e nel 1954 organizza la mostra del Mobile Italiano in Svezia, dove conosce la futura moglie, l’architetto Margareta Tingdal.
All’attività di architetto affianca l’interesse per il teatro e per la pittura; come pittore si ricordano le mostre alla galleria San Fedele di Milano e alla galleria Santo Stefano di Venezia.
Nel corso della carriera professionale, è membro della Commissione di Studio per il Piano Regolatore della città di Milano (1947-48), del Consiglio Sindacale Architetti dell’Associazione Nazionale Italiana Architetti Ingegneri (Aniai) (1948-50), del Consiglio Provinciale dell’Ordine Architetti (1946-48 e 1965-69); è membro effettivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) ed è tra i fondatori nel 1945 del Movimento di Studi per l’Architettura (MSA), di cui ricopre anche la carica di presidente (1952-53).
Dal 1956 si associa col fratello Gustavo nello “Studio Latis Associati”, dove collaborano anche la sorella Marta Latis e la moglie Margareta Tingdal, occupandosi di edilizia civile (privata o collettiva), industriale, terziaria, urbanistica, arredamento e design.
Di questa produzione, che trova spazio sulle più note riviste italiane di architettura, di edilizia e arredamento, si ricordano: villaggio Anic di Ravenna (1956-60); quartiere INA casa di Vialba a Milano (1957-59); stabilimento e magazzini Zoppas a Sesto San Giovanni (MI) (1959-60); complesso per abitazioni “La Leda” a Nervi (GE) (1960-65); complesso Mercedes-Benz a Milano (1961); stabilimento Velca a Legnano (MI) (1961-62); restauro della chiesa di San Vincenzo in Prato a Milano (1962-89); manifattura Fraizzoli a Milano (1966-72); complesso residenziale “Piazza Torre” in via Tibaldi a Milano (1968-72); ”Centri parrocchiali tipo” per la Diocesi di Milano (1970-73); nuova direzione e museo storico dell’Alfa Romeo a Arese (MI) (1970-75); recupero industriale ex SNIA e nuova sede ITC a Pavia (1981-84).
-Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, consultato il 15/12/2020: http://architetturecontemporanee.beniculturali.it/architetture/
-M.V. Capitanucci, Vito e Gustavo Latis. Frammenti di città, Skira, Milano 2007, pp.100-186
-V. Latis, I libri nella casa, Domus, Milano 1945
-Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, Latis Vito, consultato il 15/12/2020: https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?tipopag=prodpersona&Chiave=21179&RicProgetto=architetti
-archi-via.it, Vito E Gustavo Latis, consultato il 15/12/2020: http://archi-via.it/vito-e-gustavo-latis/
-L’architetto-AWN, Il segno dei Latis, consultato il 15/12/2020: http://magazine.larchitettoarchiworld.awn.it/magazine/settembre-2016/gli-argomenti/attualita/il-segno-dei-latis.html