Creti Donato
1671/ 1749
dipinto

tela/ pittura a olio
cm 269,5 (a) 164 (la)
sec. XVIII (1721 - 1721)
n. P40
Mercurio, Per ordine di Giove, consegna la mela d’oro al pastore Paride perché la dia in premio alla più bella tra Venere, Minerva o Giunone. Paride è raffigurato seminudo, a figura intera, in piedi su una sporgenza rocciosa, accompagnato dal suo cane; tiene con la mano sinistra un bastone e tende il braccio destro per ricevere la mela da Mercurio, che giunge in volo. Sulla sinistra si apre un ampio sfondo paesaggistico, con nubi e monti all'orizzonte.

Questo dipinto e il suo pendant, Mercurio reca a Giunone la testa di Argo, furono donati nel 1744 al Senato bolognese dallo stesso committente Marcantonio Collina Sbaraglia, assieme ad altri sedici dipinti dello stesso autore.
Le due opere illustrano meglio di altre i modelli di riferimento del Creti, cresciuto alla scuola di Pasinelli, nell'ambito del classicismo bolognese. La resa del nudo, caposaldo dell'educazione accademica, rispecchia il culto della forma e della bellezza ideale del Reni: il modello di riferimento é il Sansone vittorioso (Bologna, Pinacoteca Nazionale). Ad esso si coniuga anche il ricordo del San Rocco confortato dall'angelo di Ludovico Carracci (Bologna, chiesa di S. Giacomo Maggiore), da cui sembrano derivare il cane accucciato e la posizione del braccio di Paride (Bernardini, 1998). In entrambi i dipinti si evidenzia, inoltre, un uso del panneggio in funzione decorativa e secondo una calcolata regia compositiva di spazi vuoti e pieni.