tela/ pittura a olio
sec. XVIII (1721 - 1721)
Questo dipinto e il suo pendant, Mercurio reca a Giunone la testa di Argo, furono donati nel 1744 al Senato bolognese dallo stesso committente Marcantonio Collina Sbaraglia, assieme ad altri sedici dipinti dello stesso autore.
Le due opere illustrano meglio di altre i modelli di riferimento del Creti, cresciuto alla scuola di Pasinelli, nell'ambito del classicismo bolognese. La resa del nudo, caposaldo dell'educazione accademica, rispecchia il culto della forma e della bellezza ideale del Reni: il modello di riferimento é il Sansone vittorioso (Bologna, Pinacoteca Nazionale). Ad esso si coniuga anche il ricordo del San Rocco confortato dall'angelo di Ludovico Carracci (Bologna, chiesa di S. Giacomo Maggiore), da cui sembrano derivare il cane accucciato e la posizione del braccio di Paride (Bernardini, 1998). In entrambi i dipinti si evidenzia, inoltre, un uso del panneggio in funzione decorativa e secondo una calcolata regia compositiva di spazi vuoti e pieni.