
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XVI
contesto naturale: collina
Il mulino, del tipo a due salti, è interamente costruito in pietra locale sfruttando l'orografia del luogo. Si dispone quindi su livelli posti, a quote differenti e articolato nella sua composizione. L'edificio è oggi dismesso e parte delle strutture è invasa dalla vegetazione. I lati dell'edificio visibili restituiscono facciate in sasso improntate alla semplicità compositiva e con aperture disposte sulle stesse direttrici orizzontali.
La disposizione su differenti livelli si rispecchia all'interno della struttura, nella quale sono presenti diverse scale che connettono gli spazi abitativi con le due sale destinate alla molitura. Diversi solai sono stati rinforzati con l'impiego di putrelle lignee o metalliche.
Dalla parte retrostante è stato infine possibile accedere alle sale di ritrecine e verificare la presenza dei resti dell'impianto idraulico.
Evidenze rimaste
Dell'impianto molitorio restano le due sale delle macine. All'interno di quella servita dalle ritrecine superiore sono ancora visibili le due macine di sopra e di sotto e i relativi cassoni per la raccolta del macinato. Entrambe le strutture erano raggiungibili da due scale in muratura. Ai piedi di quella di sinistra si conserva ancora traccia dell'alzatore a vite, che consentiva la movimentazione della sottostante banchina.
Nella sala servita dalle ritrecine inferiori sono ancora presenti alcune parti delle due intelaiature lignee che ospitavano le macine, le quali sono state però in gran parte distrutte e sparse sul piano di calpestio. Sulla pavimentazione si trovano le macine in parte distrutte e utilizzate quali appoggio per le putrelle poste a sostegno del soffitto. Sulla macina abbandonata nel cassone per la raccolta del macinato si legge la data "1823".
Dell'impianto idraulico si conservano entrambe le sale di ritrecine. Nella prima, posta a una quota più elevata, sono ancora visibili tutti i meccanismi che consentivano il funzionamento del mulino. Si possono infatti osservare le docce in legno, i due alberi e i due pali nei quali erano incassati i catini che con la loro rotazione azionavano le macine. Si conservano inoltre le banchine e gli elementi di trasmissione per la loro movimentazione legata al differente grado di molitura. Tra le due ritrecine è presente un passaggio arcuato conduce l'acqua al salto diretto alla seconda sala di ritrecine. Tale salto è caratterizzato dalla presenza di un doppio arco con volte a botte strombate che realizzano i due percorsi diretti alle altrettante docce inferiori. Della seconda sala di ritrecine si conserva soltanto la struttura in pietra, mentre risultano del tutto assenti i meccanismi di movimentazione delle macine.
Insediamento e paesaggio La struttura è parte di un complesso rurale a corpi aggregati e separati, con la presenza di edifici rurali pertinenti al mulino i quali avevano in origine funzione di stalla e abitazione del mugnaio.
Insediamento e paesaggio Il molino è situato in un antico piccolo complesso edilizio appenninico, tra le località di Pian di Venola e Vedegheto, lungo il torrente Venola che già da vari secoli e nel recente passato alimentava numerosi mulini della zona; rappresenta uno degli esempi di mulini ancora ben conservati, seppur non più in funzione da alcune decine d’anni. Il paesaggio è catterizzato dalla presenza di campi messi a coltivazione regolarmente parcellizzati che marcano il territorio a oriente, e di distese boschive che circondano l'area entro cui insiste la struttura.