
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XVII
contesto naturale: pianura
Il mulino, posto ai piedi del forte pendio che digrada verso il torrente Dolo, risultava difficile da raggiungere già durante l'ultimo censimento del 1988, quando si segnalava la presenza di passerelle lignee sospese sul fiume o di sistemi a corda posti al di sopra di esso (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 333). Oggi entrambi queste due strutture non sono più presenti, e anche l'unica strada non asflatata che conduce al mulino non risulta percorribile, poichè interessata da un recente movimento franoso. Per acquisire l'edificio, immerso in area boschiva, è stato dunque necessario effettuare delle riprese da drone. Queste ultime lo mostrano in un pessimo stato di conservazione, con ormai il parziale crollo delle coperture e con la conseguente esposizione dei vani interni agli agenti atmosferici, i quali ne stanno intaccando la tenuta statica. Si tratta di una struttura con una pianta ad L, costruita sfruttando l'orografia del terreno e poggiando quindi la parte posteriore al versante collinare. Il fronte è caratterizzato da una breve tettoia posta su pilastri a riparare l'ingresso principale intorno al quale si dispongono, sia al piano inferiore che a quello superiore, delle luci distribuite regolarmente. Anche la facciata risulta ormai pesantemente intaccata dalla vegetazione infestante con la presenza di rampicanti.
Evidenze rimaste L'impossibilità di raggiungere la struttura non ha consentito di verificare la presenza degli impianti idraulici e molitori. Fino agli anni Ottanta del Novecento, il mulino era ancora attivo al punto che, nel censimento pubblicato nel 1988, si potevano ancora osservare, oltre ai sistemi di canalizzazione, le strutture molitorie composte da tre ruote orizzontali poste a servizio di altrettante macine. Visto lo stato di abbandono nel quale versa la struttura, è verosimile che tali impianti o alcune parti di essi siano ancora presenti all'interno dell'edificio.
Insediamento e paesaggio Il mulino versa in pessimo stato di conservazione. La struttura, ormai in abbandono, sorge entro i limiti di un piccolo complesso rurale a corpi giustapposti e separati, in cui si possono ancora oggi rilevare l'originaria stalla e il deposito utile al ricovero degli attrezzi e dei prodotti cerealicoli. Tali edifici versano nel medesimo stato di incuria e precarietà statica in cui versa l'edificio che ospitava l'antico opificio. Gli edifici sono circondati da vegetazione e area prativa.
Insediamento e paesaggio
Il mulino è situato in una vallecola che sorge sulla destra orografica del torrente Dolo, da cui l'opificio traeva le acque per la sua attivazione. Tale vallecola risulta difficilmente accessibile poichè a oggi non sono più presenti gli originari mezzi per scavalcare il torrente. Nel censimento del 1988 si segnalavano infatti passerelle lignee utili al guado del corso d'acqua ed era inoltre specificato che la valle potesse essere raggiunta solo passando dal Comune di Modena.
Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Appennino reggiano, 1988, p. 333.