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6097_nuovo
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Ritratto di Vittore Grubicy

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Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Minerbi Arrigo

1881/ 1960

scultura

gesso
cm
55,5(a) 45(la) 2,5(p)
sec. XX (1920 – 1920)

n. 6097

Ritratto Vittore Grubicy.

Arrigo Minerbi fu uno degli artisti più noti della prima metà del Novecento. Nato a Ferrara nel 1881, fu allievo di Giovanni Fattori all’Accademia di Firenze, ma scelse la scultura e si fece presto conoscere per opere religiose, funerarie e patriottiche in uno stile dapprima simbolista, poi classicheggiante. Scolpì tra l’altro un trittico in bronzo e marmo di Cesare Battisti, che fu comperato da casa Savoia e donato al Castello del Buon Consiglio di Trento, dove il patriota era stato impiccato. Nel 1943, mentre amici e parenti della comunità ebraica ferrarese venivano deportati, trovò rifugio nella casa Opera Don Orione di Roma. Prima della morte, nel maggio 1960, portò a termine un’opera iniziata alla fine degli anni Trenta: una porta bronzea del Duomo di Milano dedicata all’Editto di Costantino. È sepolto nel cimitero israelitico di Ferrara.

Bibliografia Greco E.
Patti M. (a cura di)
La mostra “Fiorentina Primaverile” del 1922. Ricostruzione filologica dell’esposizione e del dibattito critico
Firenze
2014/2017

Bibliografia Chiara Vorrasi
Arrigo Minerbi. Tra liberty e classicismo
Ferrara
Ferrara Arte
2023
pp. 58, 87

Bibliografia Michelacci F.
Arrigo Minerbi e la Grande Guerra
L’artista. Critica dell’arte in Toscana
Firenze
Le Lettere
2007
pp. 22-23

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Descrizione: Minerbi conobbe Grubicy entro il 1916, come testimonia una lettera conservata negli archivi del Mart, e quando venne a mancare (1920) realizzò il calco della mano, la maschera funeraria, poi donata a Ferrara inv 600, e un bassorilievo di cui si conserva questo gesso, documentato da una foto di atelier. Nella minuta di una lettera del 1925 Benvenuto Benvenuti, esecutore testamentario di Grubicy, chiese a Minerbi la consegna della maschera marmorea e di un bassorilievo per la lastra tombale, ma il progetto non sembra essere andato in porto. Nel 1932 Minerbi espose alla Biennale un ritratto grubiciano in terracotta, forse coincidente con il rilievo ferrarese, assieme alla maschera funeraria. A prescindere dalla destinazione, Minerbi sembra aver voluto trasmettere il potente carisma di quel nume tutelare del divisionismo e del simbolismo, sottolineato dalla barba fluente, secondo un’iconografia inaugurata dal disegno di Romolo Romani esposto alla Biennale 1905.

Altre opere in Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea: Museo Filippo de Pisis (481)
Altre opere di Minerbi Arrigo (178)
Altre opere simili del sec. XX (2587)
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