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4489
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Le montagne incantate n. 145
© Enrica Antonioni

4489
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Ferrara (FE)

dipinto

carta/ pittura a tempera,
carta/ colla
cm
15(a) 26.4(la)
sec. XX (1970 – 1980)

n. 4489

"Un giorno ho strappato in mille pezzi [un dipinto] che non mi piaceva e ho ricomposto i frammenti come in un quadro astratto. E ho visto apparire una montagna. Da allora ho continuato a fare montagne… A volte sono minuscole, le dipingo con un pennello sottilissimo servendomi di una lente […]. Mi diverte lavorare su formati ridotti. Uno di quei quadri, visto alla lente, mi procurava strane sensazioni, ero affascinato dalla materia" (S. Lannes e P. Meyer, Identificazione di un regista, "L'Espresso", 9-15 agosto 1985, ora in M. Antonioni, "Fare un film è per me vivere. Scritti sul cinema, a cura di C. di Carlo e G. Tinazzi, Venezia 2004, p. 217).
Questo racconto di Michelangelo Antonioni rivela l’origine delle "Montagne incantate" e la passione per la pittura, coltivata già all'inizio degli anni Sessanta. Il cineasta trae ispirazione principalmente dalle opere di Alberto Burri, di Lucio Fontana e di Giorgio Morandi. Determinante è stato inoltre l'incontro con Mark Rothko, il quale ha profondamente influenzato "Deserto Rosso", uno dei film più all'avanguardia dal punto di vista della poetica del colore.

Bibliografia Michelangelo Antonioni y las Montaῆas Encantadas. La intuición del hielo
Madrid
MAIA ediciones
2010
pp. 9-72

Bibliografia Païni D. (a cura di)
Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le arti
Verona
Ferrara Arte
2013
pp. 144-145, 223-227

Bibliografia Vitale R.
Barbieri G. (a cura di)
Michelangelo Antonioni. Schedatura e analisi del fondo pittorico custodito presso le Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Venezia
pp. 97-118

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a mano
Trascrizione: 145 / base 100 cm / base / M145

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